La 15a edizione si terrà dal 24 al 27 settembre

Covid19

Cari tutti,

Voi, il pubblico, siete il cuore pulsante del Festival di Economia di Trento. Riuscire a creare uno scambio diretto tra voi, partecipanti del Festival, e i relatori è sempre stata una nostra priorità.

A differenza di altri congressi internazionali, lo sapete bene, il nostro è un Festival “democratico” in cui studiosi di fama internazionale e noti intellettuali pubblici incontrano centinaia di persone, di ogni età e provenienza, che con entusiasmo partecipano incuriositi per scoprire, interrogarsi e sfidare l'economia.
Purtroppo quest’anno sarà molto difficile ricreare la stessa atmosfera. La battaglia contro il COVID-19 ci ha messo di fronte a sfide che non avevamo previsto. In Italia le misure prese sino ad oggi stanno iniziando a dimostrare la loro efficacia, ma ciò non significa che entro la fine di maggio l’emergenza sarà superata: le restrizioni potrebbero essere allentate ma molto probabilmente verrà chiesto di ridurre ancora gli spostamenti e evitare assembramenti. Nel mese di maggio temiamo che soprattutto le restrizioni di viaggio dall'estero rimarranno in vigore, anche perché altri Paesi sono più indietro di qualche settimana rispetto all’Italia.

Tenendo conto di tutto ciò, con molto rammarico, abbiamo deciso di posticipare il Festival all'ultima settimana di settembre, precisamente dal 24 al 27 settembre 2020.

Sarà un modo per ripensare le tematiche del Festival che non potrà non considerare anche una discussione sulla lotta planetaria contro i mali globali come Covid-19.
Faremo tutto il possibile per rendere questa edizione autunnale arricchente e coinvolgente come le precedenti.

Nella speranza di poterci incontrare con tutti voi a settembre, vi auguriamo intanto di stare bene, invitandovi a stare a casa quanto più possibile.


Festival dell’Economia 2020 - AMBIENTE E CRESCITA

Si pensa spesso, soprattutto in Italia, che la tutela dell’ambiente sia qualcosa di contrapposto alla crescita economica. Si ritiene che la crescita comporti inquinamento, esaurimento di risorse naturali e danni all’ambiente mentre le politiche che pongono al centro la prevenzione dei cambiamenti climatici, il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua, la tutela del territorio, etc., sono considerate costose in termini di riduzione del tasso di crescita dell’economia mondiale.

In realtà le cose non stanno così o, almeno, non stanno necessariamente così. Ci sono politiche a sostegno della crescita che sono rispettose dell’ambiente: su molti aspetti sono state individuate soluzioni tecnologiche e traiettorie di sviluppo sostenibile in termini di contenimento di emissioni e di approvvigionamento energetico. Al tempo stesso c’è sempre più evidenza che l’inquinamento atmosferico abbia effetti negativi sulla produttività, ad esempio aumentando le assenze per malattia, quindi sul tasso di crescita delle nostre economie. Inoltre le stime più recenti dei costi, anche strettamente economici, del non fare nulla di fronte a fenomeni come il cambiamento climatico sono preoccupanti.

Posto che le politiche a tutela dell’ambiente non sono necessariamente a detrimento della crescita economica, la grande questione irrisolta è come coordinare l’azione dei diversi paesi, come portare in processi decisionali ancora largamente interni a ciascun paese problematiche comuni. Sempre più economisti si stanno cimentando su questi temi, studiando misure di internalizzazione dei costi associati a scelte di sviluppo non sostenibili per il sistema nel suo complesso. Le migliori menti della professione stanno preparandosi, assieme a giuristi e scienziati di formazione anche tra di loro molto diversa (dall’ecologia alla biologia, dalla fisica alla chimica, dalle scienze delle piante alla zoologia, dalla mineralogia all’oceanologia, dalla limnologia alle scienze del suolo, dalla geologia alla scienza atmosferica) alle prossime “assemblee condominiali” chiamate a discutere su come gestire le risorse comuni. Ci auguriamo che da Trento anche quest’anno provengano spunti utili su come affrontare un problema che riguarda il futuro di noi tutti e, ancor più, quello dei nostri figli.

Tito Boeri